Non sempre i rapporti di coppia sono facili da gestire. Due cuori s’incontrano, si fondono e si promettono amore eterno. Potrebbe sembrare l’incipit di una favola, e in certi casi lo è, ma spesso e volentieri possono subentrare problemi di coppia dovuti a un insieme di fattori. A incrinare il delicato equilibrio delle relazioni amorose possono contribuire vari fattori, dalla mancanza di dialogo al crollo di fiducia nell’altro. Che fare per ritrovare l’armonia in un ménage a due? Prima della risposta, sorge spontaneo un quesito: cosa significa amare?
Come imparare ad amare
Spesso il verbo amare viene impropriamente associato a sinonimi che ne distorcono il senso e rendono problematica una gestione sana e duratura del rapporto di coppia. Amare non è possedere, tantomeno controllare l’altro. La gelosia ossessiva che rischia di degenerare nello stalking, il volere l’altro a tutti i costi e a propria immagine sono atteggiamenti patologici che non fanno rima con amore. Per dirla con lo psichiatra Vittorino Andreoli l’amore è quando l’io lascia il passo al noi. Anziché inseguire il proprio esclusivo soddisfacimento chi ama vuole il bene dell’altro, la sua felicità che coincide il più delle volte con la propria, senza aspettative o imposizioni.
LOVE per gestire al meglio i rapporti di coppia
Per gestire al meglio la vita di coppia può essere utile adottare la regola del LOVE. Di che parliamo? Di amore, ovviamente (lo dice la parola!) ma in questo caso l’abusato termine inglese è un acronimo ideato dallo psicologo John Gottman per ottimizzare la gestione dei rapporti amorosi. Come? Scopriamolo insieme, partendo proprio dal poker di azioni consigliate dallo studioso statunitense fondatore del The Love Lab presso l’Università di Washington, una sorta di vademecum concepito per il benessere della coppia alla base di relazioni stabili, destinate a durare nel tempo:
- L (Letting go)
- O (Opening up)
- V (Valuing)
- E (Engaging)
Quattro modi per stare bene in coppia
Entriamo, ora, nel merito dei singoli consigli targati Gottman. Letting Go può essere tradotto con “Mollare la presa”. Il suggerimento è rivolto alle coppie che litigano spesso e cercano continuamente assist per innescare conflitti a raffica. Ecco, in questi casi, per smorzare la tensione il consiglio è fermarsi prima che la lite degeneri assumendo toni eccessivi e aspettare di riaffrontare a bocce ferme le ragioni del diverbio con il dialogo e la necessaria lucidità. Per Opening up Gottman intende “Aprirsi”, fondamentalmente il suo è un monito ad ascoltare il partner e a empatizzare con lui facendo proprie le sue emozioni, ma anche le sue sofferenze da condividere insieme nella vita di coppia. Valuing, invece, corrisponde a “dare valore” in senso ambivalente, capire cioè cosa vale davvero per noi, ma senza perdere di vista cosa ha valore anche per chi amiamo. L’ultimo step, Engaging, è traducibile con la promessa di impegnarsi attivamente nel rapporto di coppia, una sfida reciproca che si può vincere in due solo se la si affronta in misura equa e ad armi pari.
E se il benessere di coppia diventa malessere?
Facile a dirsi, ma non sempre mettere in pratica i buoni propositi per far funzionare il rapporto di coppia è una passeggiata. Quando la relazione scricchiola diventa difficile gestire i conflitti in modo sereno per trovare una soluzione mirata a superarli. Sempre secondo Gottman certi atteggiamenti messi in atto da uno dei partner nei confronti del più debole o succube possono allentare il collante della coppia. In particolare, gesti reiterati di critiche gratuite, ostruzionismo e disprezzo palesato anche con insulti in pubblico possono minare profondamente il benessere della coppia e la salute del rapporto a due.
Perché la difesa di sé minaccia la coppia
Chi nella coppia non sa gestire un sano equilibrio relazionale fatto di accettazione dell’altro può assumere un atteggiamento difensivo nella convinzione di evitare possibili sofferenze. Se vediamo l’altro come una minaccia perché non corrisponde al prototipo di partner che desideriamo, la difesa diventa uno scudo per difendersi ed offendere l’altro. In questo senso un atteggiamento difensivo distorto può assumere una duplice valenza: da una parte ci si difende per immunizzarsi da eventuali ferite affettive, ma nel contempo si dimentica che in una relazione l’altro dovrebbe essere un alleato che, pur diverso da noi, condivide il nostro viaggio di vita e di coppia. Che senso ha difendersi da chi si ama e ci ama? Se decidiamo di fare un tratto di strada insieme a un’altra persona è un controsenso vederla come un avversario da combattere. Al contrario, anziché difendersi chiudendosi a riccio non dovremmo dimenticare che proprio chi ci è accanto va difeso e protetto, anziché osteggiato o sminuito. Forse la risposta ai dubbi del cuore è affidarsi, mettersi a nudo, concedersi all’altro senza paura, mettendo in conto anche la sofferenza che un rapporto d’amore può dare, ma non per questo non merita di essere vissuto fino in fondo.
Nelle relazioni a due c’è tradimento e tradimento
Nelle relazioni a due si può entrare in crisi per una miriade di motivi, non ultimo il tradimento. Ma quale tradimento? Se la mente corre comunemente alle proverbiali corna, in realtà per tradimento non si intende soltanto la scappatella del partner con un’altra o un altro. Non si tradisce solo fisicamente e nemmeno nutrendo fantasie erotiche extraconiugali. Ci sono altri tradimenti, che tracciano solchi a volte più profondi delle ferite lasciate da un adulterio, ad esempio il tradimento delle aspettative riposte nel partner. Se l’altro non risponde alle nostre aspettative diventa inaffidabile o, per dirla con un gioco di parole, inafferrabile. Ci si sente traditi perché chi ci sta vicino si comporta in modo diverso da quello che vorremmo o ci aspettiamo e ciò ci destabilizza. Non ci si sente più sicuri, cresce l’ansia di perdere chi ci sta vicino e insorgono i conflitti che possono portare il rapporto sull’orlo della crisi. Tradimento è anche l’indifferenza o il calo di fiducia reciproca che possono insinuarsi come tarli insidiosi nel rapporto di coppia.
Cosa fare se la coppia…scoppia
Nel delicato equilibrio di coppia l’ago della bilancia non passa, quindi, soltanto dallo spauracchio del tradimento, ma serpeggia sotto la noia della quotidianità o nello squilibrio che può sbilanciare un rapporto a due che dovrebbe essere alla pari. Non sempre la risposta del partner è quella che ci si aspetta, soprattutto se il lui o la lei di turno più che l’altra metà della mela finisce per essere una proiezione narcisistica di sé. Quando prevale l’ego e scarseggia quell’empatia che favorisce l’immedesimazione nell’altro aumenta il rischio che la relazione si trasformi in una trappola per entrambi.
In una relazione sbilanciata e asimmetrica c’è chi subisce e chi domina, uomo o donna che sia. Nei rapporti di coppia “malati” si tende a oggettivare il partner e considerarlo più una cosa che una persona con la propria autonomia e personalità. È a questo punto che si diventa più che amanti, controllori o peggio stalker. È sintomo di immaturità emotiva che denota insicurezza e paura di perdere ogni certezza.
E se la dipendenza affettiva diventa un “cancro” per la serenità di coppia?
Quante volte si è sentito dire nei film: “Sei tutta la mia vita, senza te sono niente?”. Chi di noi non ha mai sognato di sentirsi dire frasi del genere? Se, però, si va a scalfire sotto la superficie di quel romanticismo di facciata, ci si accorge che nasconde delle insidie che possono minare le basi di un buon rapporto di coppia. L’annullarsi nell’altro presuppone che si viva in funzione sua, che senza la sua presenza costante la nostra vita non avrebbe più senso. Da qui alla dipendenza affettiva il passo è breve. Si entra, senza rendersene conto, in un circolo vizioso senza uscita. Se l’egocentrismo è l’anti-amore per eccellenza, anche l’auto-azzerarsi porta a dipendere totalmente dal partner e, in caso di fallimento della relazione, finisce per svuotare pericolosamente la vita di chi resta solo.
Quando (e quanto) la psicoterapia di coppia può aiutare
Se chi crediamo di amare parla, si muove e agisce in modo del tutto autonomo è come se ci tradisse. Il fatto che non sia più prevedibile come vorremmo ci fa sentire persi, come se mancasse la terra sotto i piedi. Per aggirare il rischio di uno tsunami emozionale che potrebbe travolgere la coppia e lasciare lividi in entrambi si deve trovare il coraggio di fermarsi e arginare gli effetti di una burrascosa deriva. Affidarsi a un’adeguata psicoterapia di coppia potrebbe essere la soluzione per imparare ad amare senza rinunciare alla propria libertà e al rispetto di sé, anche e soprattutto nel rapporto a due.
Quando la relazione entra in crisi, anziché covare rancori o recriminazioni sterili, va ricercato il perché anche per capire, con l’ausilio di un valido supporto psicoterapeutico, se vale la pena proseguire il viaggio insieme o prendere strade diverse.





